(TMNews) – Benzina a 1,6 euro al litro, gasolio verso 1,49 euro al litro: per la benzina prosegue per il terzo giorno consecutivo la tendenza al rialzo dei prezzi (per il gasolio siamo al terzo aumento consecutivo), mitigata soltanto dall’ulteriore e lieve apprezzamento dell’euro sul dollaro.

Stando alla consueta rilevazione della Staffetta Quotidiana, Esso ha applicato un rialzo di 2,5 centesimi al litro sulla benzina (prezzo medio nazionale a 1,613 euro/litro) e di 1,5 centesimi al litro sul gasolio (a 1,488 euro/litro).

Per Tamoil registriamo un ritocco di 0,3 centesimi su entrambi i prodotti (rispettivamente a 1,587 euro/litro e 1,472 euro/litro).

Infine TotalErg aumenta i prezzi della benzina di un centesimo al litro a 1,588 euro/litro e quelli del gasolio di 0,3 centesimi a 1,469 euro/litro.

Fonte:
http://notizie.virgilio.it/notizie/economia/soldi/2011/07_luglio/01/benzina_proseguono_rialzi_dei_prezzi_la_verde_a_1_6_euro,30315885.html?pmk=rss

Quando è il momento di caricarlo, basta sfoderare l’adattatore Acer MiniGo: è fatto apposta per essere trasportato in borsa, grazie al peso più leggero del 40% rispetto ai precedenti adattatori da 30 W”, sottolinea il comunicato.

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Anche se piccolo e compatto, è dotato tuttavia di un display LED WSVGA da 28 cm (10,1 pollici) ad alta luminosità con formato 16:9, perfetto per la conversazione in chat, l’esplorazione del Web e la visione in streaming di video online”.

Il prezzo di listino è di 299 euro.

Fonte:
http://www.tomshw.it/cont/news/acer-aspire-one-happy-2-netbook-a-299-euro/31455/1.html

Milleproroghe: fuori condono edilizio Milleproroghe: fuori condono edilizio 2010-02-02 15:27:00(ANSA) – ROMA, 2 FEB – Condono edilizio e piano casa escono daldecreto milleproroghe perche’ questioni ‘non omogenee allamateria e privi dei requisiti di urgenza’.

Ilsenatore ha spiegato che la Commissione ha giudicatoinammissibili circa 300 dei 650 emendamenti.

Un lavoro svolto’nel rispetto delle direttive rigorosissime date dal presidentedel Senato’, ha aggiunto Vizzini.

Fonte:
http://www.panorama.it/home/articolo/idAA020001503315?template=templateSky

Il vertice tra il presidente cinese Hu Jintao e il premier giapponese Taro Aso di mercoledì prossimo, si apre sullo sfondo di un’assenza, o meglio la presenza di un convitato di pietra, l’America, collante strategico degli equilibri asiatici.

Il nuovo rapporto speciale che sta emergendo tra Usa e Cina infatti rischia di schiacciare il Giappone e mutare il rapporto che Tokyo aveva sviluppato con Washington dopo la seconda guerra mondiale.

Il Giappone inoltre è, dopo la Cina, il secondo maggiore acquirente di obbligazioni americane, ma la presente crisi economica e l’enorme deficit statale rispetto al Pil (circa il 180 per cento) gli impedisce di continuare a finanziare gli Usa.

È cruciale allora per il Giappone capire che tipo di nuovi rapporti sviluppare con questa nuova Cina in crescita da sola e nel suo rapporto con gli Stati uniti, specie quest’anno quando la crisi economica in corso sta ridisegnando rapidamente i rapporti geopolitici globali.

Fonte:
http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_articolo=359&ID_blog=98&ID_sezione=180

Banche centrali in campo per cercare di placare il panico: in soli due giorni la Bce inietta sul mercato 100 miliardi di dollari, la Banca Centrale d’Inghilterra 25 miliardi di sterline, quella giapponese 3.500 miliardi di yen (23,4 miliardi di euro). Interviene anche la banca centrale svizzera, anche se senza svelare l’importo dell’operazione. La Fed, dopo aver allentato negli ultimi giorni le garanzie richieste per finanziamenti ai big di Wall Street, immette 70 miliardi di dollari. Ma, deludendo Wall Street, decide di lasciare invariati al 2% i tassi di interesse, pur constatando come la situazione dei mercati si sia recentemente deteriorata. Se lunedì era stato il crack di Lehman Brothers a seminare il panico sulle borse mondiali, ci ha pensato lo spauracchio sul futuro del colosso Usa delle assicurazioni Aig. Le voci di un possibile salvataggio allo studio da parte del governo Federale, rimbalzate da un canale tv d’oltreoceano, non hanno riportato fiducia nel Vecchio Continente malgrado Wall Street abbia azzerato le perdite. L’Europa, Milano inclusa, limita i dannisul finale ma archivia un’altra seduta in rosso profondo. Il Mibtel chiude a -2,52% e lo Spmib a -2,72%, questo sempre sotto quota 27mila punti. Tra le consorelle la peggiore è Amsterdam a -3,5% tallonata da Londra a -3,4%. Unica a galla Madrid. Perdono meno del 25 Parigi e Francoforte. Scambi in salita per 7,4 mld di controvalore. È questo dell’Aig ora la terza falla dell’economia americana.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79032

Data la storia dell´Italia, non dovremmo temere l´inflazione più di tanto. In anni che ancora in molti possiamo ricordare l´abbiamo conosciuta anche oltre il 20%, eppure l´economia bene o male continuava a crescere e con essa il benessere di tutti o quasi gli italiani. Questa volta, però, è diverso, tanto che il quasi 4% raggiunto in giugno è ben più grave e preoccupante dei tassi a due cifre che sperimentammo anni fa.
I sostanziali cambiamenti dei quali va tenuto conto sono almeno tre: il significato dell´indice, le conseguenze che determina e le possibilità di farvi fronte. Sul primo punto, non siamo certo tra quanti se la sbrigano criticando il lavoro dell´Istat. Questo fa bene il suo mestiere, che è quello di calcolare indici dei prezzi secondo metodologie che occorre conoscere per potersi avventurare in qualche valutazione. Non è colpa dell´Istat se la media dei prezzi risulta da dati estremamente più dispersi che nel passato. Oggi questa media è la risultante di prezzi che stanno salendo con grande rapidità ed intensità, ed altri che rimangono ‘freddi’ o addirittura diminuiscono. Il problema che si pone, mentre si poneva assai meno negli anni passati, è che questa dispersione incide profondamente nella distribuzione del reddito per il fatto che i prezzi più ‘caldi’, con incrementi annui a due cifre, sono quelli relativi ai consumi più diffusi: soprattutto il petrolio, con tutti i suoi innumerevoli derivati dall´energia ai trasporti, e gli alimentari a base di cereali.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76746