Libano, bomba a Tripoli: un morto e decine di feriti
Luglio 2, 2008
L’esplosione dall’interno del palazzoÈ stata una bomba a provocare in un edificio residenziale nel Nord del Libano l’esplosione che ha ucciso una persona e ne ha ferite altre 24, ha reso noto l’agenzia ufficiale libanese Nna.L’emittente tv privata Lbc cita dal canto suo testimoni secondo cui uomini non identificati hanno piazzato una borsa nera piena di esplosivo all’entrata dell’edificio nel sobborgo Bab al Tebbaneh alle porte di Tripoli, a circa 90 km a Nord di Beirut. L’esplosione è avvenuta alle 5:30 e ha devastato l’edificio.Il degradato sobborgo sunnita Bab al Tabbaneh è stato teatro nel fine settimana e nei giorni scorsi di scontri di strada che sono costati la vita a nove persone e che hanno riguardato anche il vicino sobborgo Jabal Mohsen, abitato soprattutto da membri della comunità musulmano alawita, la stessa a cui appartiene anche la famiglia del presidente siriano Bashar al Assad.Le battaglie, in cui sono stati utilizzate armi automatiche e razzi anticarro, sono finite quando nella zona è stato dispiegato l’esercito. Tuttavia, da allora, non sono state confiscate armi e non è stato raggiunto alcun accordo politico tra sunniti e alawiti, che già si sono combattuti duramente negli anni della guerra civile (1975-1990).
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76678
Girotondo l’8 luglio, Giulietti e Colombo: perplessità
Luglio 2, 2008
Chi aderisce e chi si astiene. Chi va e chi resta a casa. Chi protesta subito e chi sceglie tempi diversi. Le opzioni non mancano e sulla manifestazione del prossimo 8 luglio a Roma, contro le ‘leggi-canaglia’ del governo, ce n’è per tutti. I promotori sono i girotondini, Furio Colombo, Paolo Flores D’Arcais, e Pancho Pardi: sul sito della rivista di riferimento, Micromega , l’invito di fine giugno è al passaparola per «tutti i cittadini democratici», che vengono spronati «farsi leader» e ad autorganizzarsi. Dall’opposizione Antonio Di Pietro ha subito raccolto l’idea facendola propria. Walter Veltroni invece ha preso le distanze da quella che giudica «un’opposizione urlata che è quella che Berlusconi preferisce» rimandando il ritorno «nelle cento piazze d’Italia» a settembre. Così ora Flores attacca Veltroni in una intervista a Il Riformista in cui se la prende pure col presidente Giorgio Napolitano in particolare per la lettera del presidente al Csm in cui cerca di attenuare lo scontro sulla costituzionalità del decreto salva-processi. Lettera che il direttore di Micromega non esita a definire «una vergogna». A quel punto nel Pd arrivano prese di distanza anche tra i promotori del ‘girotondo’: Furio Colombo, deputato democratico esprime dubbi sulla sua partecipazione: «Parole dure come quelle di D’Arcais su Napolitano o accenti antipolitici stanno suscitando in molti di noi ansia e incertezza.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76804