New York – Il sogno americano si materializza sulle passerelle di New York con un omaggio all’Inghilterra, nella mai sopita ricomposizione delle parti dalla Guerra d’Indipendenza in poi. Così Ralph Lauren, insuperabile maestro di stile ed eleganza portabile, inventa la storia di una romantica donna inglese che abita nel castello avito immerso nel verde del Surrey o del Devonshire passando dal giorno alla sera senza soluzione di continuità. Per combattere il freddo dei grandi saloni, indossa lunghi cardigan di cashmere ereditati dal padre sui fantastici abiti da cocktail corti e ricamati con luccicanti cristalli sul raso color «Taupe» («talpa» non fa chic dicono gli esperti) oppure da gran sera e quindi lunghi, dritti a colonna ma con sublimi drappeggi sulla schiena spesso velata da inserti di pizzo. L’alternativa a tanto sontuoso splendore sono i completi giacca, pantalone e panciotto di taglio maschile oppure i raffinati calzoni da cavallo (nome in codice «Jodhpur») che lo stilista propone in velluto di raso e fa indossare alla stupenda modella somala, Ubah, protagonista della sua ultima campagna pubblicitaria e di una storia fatta apposta per incantare l’America di Obama. Fuggita in Kenya con il padre rifugiato politico ed emigrata in Canada, Ubah ha ritrovato la madre e la sorella dopo 10 anni andando a chiedere i buoni pasto in un ente benefico di Vancouver. Poi un talent scout l’ha lanciata prima in copertina su «Vogue Italia», poi alla corte di Lauren.

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Roma – Pur non citando esplicitamente il caso di
Eluana Englaro, Papa Ratzinger è tornato a denunciare oggi con
forza il rischio di un ritorno a forme di eutanasia eugenetica che il
mondo ha già conosciuto ad esempio nell’antica Roma, dove i
bambini handicappati venivano gettati dalla Rupe Tarpea, e nella
Germania nazista, dove anche un cugini del Papa affetto da
sindrome di down subì l’eutanasia.

“Si privilegiano le capacità operative” Nella società di oggi, ha detto testualemente Benedetto XVI, “si
tende a privilegiare le capacità operative, l’efficienza, la perfezione
e la bellezza fisica a detrimento di altre dimensioni dell’esistenza
non ritenute degne. Viene così indebolito il rispetto che è dovuto a
ogni essere umano, anche in presenza di un difetto nel suo
sviluppo o di una malattia genetica che potrà manifestarsi nel
corso della sua vita, e sono penalizzati fin dal concepimento quei
figli la cui vita è giudicata come non degna di essere vissuta”.

“Attentato contro l’umanità” “Ogni
discriminazione” sulla base di differenze “riconducibili a reali o
presunti fattori genetici è un attentato contro l’intera umanità”. Ha affermato il pontefice ricevendo in udienza questa mattina in
Vaticano i partecipanti al convegno “Le nuove frontiere della
genetica”. Il Papa ha indicato il pericolo che la pratica eugenetica,
responsabile in passato di inaudite violenze, si stia ripresentando
anche oggi “discriminando chi è disabile” o peggio “giungendo
alla selezione e al rifiuto della vita”.

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