Una seduta del Consiglio regionale del Lazio straordinaria con la presenza del sindaco di Roma, del sindaco di Fiumicino e del presidente della Provincia di Roma. È l’intenzione del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e del presidente del Consiglio regionale del Lazio Guido Milana espressa, in una nota, al termine di un incontro. I due esponenti regionali hanno manifestato «profonda preoccupazione rispetto alle incognite per il futuro economico e sociale di Alitalia e dei suoi lavoratori». Entrambi hanno detto di voler «coinvolgere il Consiglio regionale, in seduta straordinaria, sul tema legato al futuro della compagnia di bandiera e dell’intero sistema aeroportuale, che hanno un peso fondamentale per il territorio di Roma e del Lazio. Il presidente Marrazzo ha chiesto, inoltre, che a questa seduta possano essere invitati anche il sindaco di Roma, quello di Fiumicino e il Presidente della Provincia di Roma». «Sono molto preoccupato per l’esito che sta avendo la vicenda Alitalia. Non solo perchè sta emergendo quanti danni ha prodotto il ritardo di mesi nella ricerca di una soluzione, ma anche perchè le ricadute sul territorio provinciale sembrano essere rilevanti». Lo ha affermato, in una nota, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti per il quale è necessario un incontro tra gli enti locali e il governo a difesa dell’aeroporto di Fiumicino. Per Zingaretti, «il declassamento dell’aeroporto di Fiumicino da Hub a base operativa l’incertezza delle destinazioni di volo internazionali a seconda del partner che verrà scelto, un numero impressionante di esuberi, sono tutti fattori che ci parlano di un colpo serio allo sviluppo e alla crescita del nostro territorio».

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Sono circa 500 gli immigrati trasferiti da venerdì dal centro di prima accoglienza di Lampedusa agli altri centri sparsi sulla penisola. Alle 14 di lunedì è atterrato all`aeroporto militare di Ciampino il C-130J dell`Aeronautica Militare con a bordo circa 100 immigrati clandestini provenienti da Lampedusa, che verranno poi trasferiti al centro di Castelnuovo di Porto. Un altro volo dell`Aeronautica, sempre da Lampedusa, è in arrivo invece all`aeroporto militare di Amendola con circa 60 persone a bordo. I voli dell`Aeronautica, svolti nell’ambito di un`attività operativa di concorso al ministero dell`Interno, solo nel mese di agosto hanno permesso di trasferire in tempi strettissimi oltre mille immigrati giunti sulle coste meridionali italiane. I velivoli da trasporto C-130J provengono dalla 46esima brigata aerea di Pisa, reparto dell`Aeronautica Militare, impegnato quotidianamente in Italia e nel mondo a supporto dei militari italiani schierati nei vari teatri operativi all`estero, per trasporti umanitari e sanitari di urgenza e per tutte quelle esigenze, come quella di oggi, di volta in volta stabilite dalle autorità governative.

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Bastava un po’ di vecchio buon senso per capire chi sarebbe stato il candidato alla vicepresidenza di Barack Obama. Alla fin fine Obama ha scelto la persona che durante le primarie democratiche ha sottolineato, più di ogni altro, ripetutamente e con durezza che Obama non era esperto abbastanza per ricoprire la carica di presidente degli Stati Uniti. È stato Biden nell’agosto del 2007 a dire nel corso di un dibattito: «Penso che Obama potrebbe essere pronto, ma al momento non credo lo sia. La presidenza non è un corso di apprendistato. Quando al senatore Biden è stata ricordata questa dichiarazione, ha risposto che la confermava. Commenti come questo appariranno sicuramente nei manifesti pubblicitari del repubblicano John McCain. La macchina repubblicana è già al lavoro e ha sfornato la prima stilettata di veleno. Alle ore 1,22 del mattino (ora della costa orientale) è uscito il seguente comunicato stampa dello staff di McCain: «Joe Biden è stato sicuramente quello che ha maggiormente criticato la mancanza di esperienza di Barack Obama. Biden ha sottolineato la scarsa capacità di valutazione di Barack Obama in materia di politica estera e con parole sue ha detto quello che gli americani stanno rapidamente cominciando a capire: Barack Obama non è pronto per fare il presidente». Non aspettatevi che i tentativi di McCain di usare Biden contro Obama facciano troppi danni. I democratici, e in ultima analisi gli americani in genere, non dovrebbero avere difficoltà ad accettare i commenti secondo cui il n.

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La traiettoria di un missile convenzionale e di un Topol M (tratteggiata)La Russia ha annunciato il lancio sperimentale di un missile balistico intercontinentale «capace di perforare qualsiasi tipo di difesa». Si tratta di una nuova versione del missile RS-12M Topol, un vettore con una gittata di 10mila chilometri già in servizio nelle forze strategiche russe. Il test di lancio si è svolto dalla base di Plesetsk, non lontano da Mosca, e ha colpito con successo l’obiettivo collocato in Kamchatka. «Sperimentale» ma «con testate ad alta precisione», hanno fatto sapere dal comando russo. Il lancio odierno rappresenta una nuova «prova di forza» di Mosca che sembra così voler rispondere all’installazione di missili antimissili statunitensi in Polonia e Repubblica Ceca. Un provvedimento che i Russi sostengono alterare gravemente l’equilibrio strategico tra Russia e Occidente. Il missile Topol, di cui esiste sia una versione mobile che una fissa lanciabile da silos corazzati, può trasportare un carico militare pesante fino a 1,2 tonnellate. Ma la particolarità del Topol, e di quest’ultima versione in particolare, è la grande manovrabilità della testata che segue una rotta imprevedibile per sfuggire ai sistemi anti-missilistici. In particolare, la testata, denominata Igla, è dotata di sistemi di propulsione autonomi che vengono azionati in maniera casuale modificando in continuazione la traiettoria, rendendo così impossibile ai computer dei sistemi di intercettazione di prevedere Lo scorso maggio, per la prima volta dalla fine della Guerra Fredda, sulla Piazza Rossa di Mosca sono sfilati dei missili balistici e nell’ottobre 2007 l’allora presidente Putin annunciò un vasto piano di rinnovo dell’arsenale militare russo, gravemente indebolito dalla crisi economica degli ultimi anni.

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Contro l’annunciato cambio dei piani tariffari degli operatori mobili Tim e Vodafone scende in campo l’associazione consumatori Altroconsumo che ha fatto un esposto all’Authority e all’Antitrust. Per i consumatori si tratta infatti di «pratiche commerciali scorrette e abuso di posizione dominante». Stando ai dati raccolti, i clienti italiani dei due colossi delle telecomunicazioni «vedranno un rincaro dei propri profili da 49 fino a 83 euro all’anno, con picchi d’aumento sulle singole telefonate anche del 100%». Altroconsumo, oltre ai rincari, denuncia anche «il sistema con cui i due operatori hanno annunciato il cambio di tariffe (dal 9 settembre Tim e dal 1 ottobre Vodafone)», che spesso si è ridotto all’invio di un semplice sms. Le società di tlc ribattono che non si tratta di rincari ma di semplificazione e che alcuni servizi, come gli sms, costeranno meno.

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da VeneziaChe ci fa Tinto Brass alla Mostra? Il presidente di giuria. Mica quella ufficiale, presieduta da Wenders. E neanche delle minori. Però, insieme al padovano Massimo Benvegnù e all’olandese Boyd van Hoeij, assegnerà a fine Mostra il Queer Lion Award al «miglior film con tematiche omosessuali». L’offerta, lì per lì, lo lasciò stupito.Proprio lui, il «cinecologo», l’uomo che alle forme femminili, con particolare riferimento al lato B, ha dedicato una speciale «poetica», chiamato a scegliere, tra i film della Mostra, il più intonato alla sensibilità omosex? «Sospetto sia un’iniziativa di Müller, che è un raffinato sinologo. Deve aver saputo che in Cina sono un’icona gay. Del resto, i miei film abbondano di scene lesbiche, di sesso e strusciate tra donne, da Caligola a Tra(sgre)dire, passando per Salon Kitty. Sicché…».A 75 anni, Brass è il Tinto di sempre. Rimasto vedovo dell’amata Tinta, non s’è fatto schiantare dalla depressione. Anzi, in attesa di girare in Croazia l’annunciato Ziva, starring una disinibita psicoanalista junghiana, il regista di Miranda ha preparato per Circuito Off (proiezioni all’isola di San Servolo) un cortometraggio di 14 minuti, Kick the cock, qualcosa che potremmo tradurre «prendi a calci l’uccello». Dove lui, con inseparabile sigaro, mette alla prova una procace cuoca-cameriera dagli abiti succinti in un tripudio di ortaggi di forma fallica e smaneggiamenti vari, con contorno di musiche mozartiane (del padre Leopold).

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286063

Mosca – Si alzano i toni nel Caucaso dilaniato dalla recente guerra tra la Russia e la Georgia. Conflitto che potrebbe allargarsi da un momento all’altro. Se, infatti, il ministro degli Esteri francese, Bernard
Kouchner, guarda con preoccupazione all’Ucraina e alla Moldova, proprio il presidente ucraino Viktor Juščenko condanna il riconoscimento russo dell’indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia. Ancora più deciso il pressing della Nato che intima alla Russia di “revocare il riconoscimento” dei separatisti. E da Tbilisi l’ordine ai diplomatici georgiani di stanza a Mosca di “rientrare immediatamente” in patria.

I timori di Kouchner Con il suo riconoscimento
dell’indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia dalla Georgia,
la Russia si è posta “al di fuori del diritto internazionale,
e non si tratta soltanto dell’opinione dell’Unione Europea”. Il ministro degli Esteri francese ha inoltre avvertito che nel mirino del
Cremlino rischiano adesso di finire, dopo Tbilisi, anche altre
Repubbliche ex sovietiche: come “l’Ucraina”, e in particolare “la Crimea”, o “la Moldova”. È un fattore “estremamente
pericoloso”, ha ammonito Kouchner intervistato dall’emittente
radiofonica Europe 1. “Non possiamo accettare
simili violazioni di tutte le norme internazionali, degli
accordi sulla sicurezza e la cooperazione in Europa, delle
risoluzioni delle Nazioni Unite e, per la prima volta dopo
molto tempo, l’occupazione di territorio in un Paese vicino da
parte di un Esercito straniero”.

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Non subito. Ma sono pronti a ripartire, a tornare in Somalia perché «non si può abbandonare un Paese in difficoltà». Jolanda Occhipinti e Giuliano Paganini, i due cooperanti italiani dell’Ong Cins liberati il 5 agosto dopo 76 giorni di prigionia in Somalia, ieri hanno rimosso dalla facciata di Palazzo Marino lo striscione appeso a fine luglio per chiedere la loro libertà. Siciliana lei, pistoiese lui, entrambi una volta finita la prigionia sono stati sorpresi dalla solidarietà dimostrata da Milano, «grazie di cuore – hanno detto – è la dimostrazione di come tutta l’Italia ci sia stata vicina con il cuore». Scompare il manifesto anche se il terzo volto stampato sul lenzuolo è quello del cooperante somalo John Abdurahaman Yusuf Arale che ancora non è stato liberato, ma il presidente del consiglio comunale spiega che «questa iniziativa è anche l’occasione per riaccendere ancora l’attenzione su lui e tutti gli ostaggi a Mogadiscio». Lo stesso motivo per cui «abbiamo scelto di mantenere issato oltre le solite due-tre settimane l’appello per la liberazione di Jolanda, Giuliano e John anche dopo la fine della prigionia dei due italiani». E annuncia che il prossimo anno «organizzeremo a Milano una conferenza internazionale dedicata a questo Paese».L’assessore alle Politiche Sociali Mariolina Moioli sottolinea quanto «il sostegno alla cooperazione decentrata abbia contato per la vittoria dell’Expo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286100

Non subito. Ma sono pronti a ripartire, a tornare in Somalia perché «non si può abbandonare un Paese in difficoltà». Jolanda Occhipinti e Giuliano Paganini, i due cooperanti italiani dell’Ong Cins liberati il 5 agosto dopo 76 giorni di prigionia in Somalia, ieri hanno rimosso dalla facciata di Palazzo Marino lo striscione appeso a fine luglio per chiedere la loro libertà. Siciliana lei, pistoiese lui, entrambi una volta finita la prigionia sono stati sorpresi dalla solidarietà dimostrata da Milano, «grazie di cuore – hanno detto – è la dimostrazione di come tutta l’Italia ci sia stata vicina con il cuore». Scompare il manifesto anche se il terzo volto stampato sul lenzuolo è quello del cooperante somalo John Abdurahaman Yusuf Arale che ancora non è stato liberato, ma il presidente del consiglio comunale spiega che «questa iniziativa è anche l’occasione per riaccendere ancora l’attenzione su lui e tutti gli ostaggi a Mogadiscio». Lo stesso motivo per cui «abbiamo scelto di mantenere issato oltre le solite due-tre settimane l’appello per la liberazione di Jolanda, Giuliano e John anche dopo la fine della prigionia dei due italiani». E annuncia che il prossimo anno «organizzeremo a Milano una conferenza internazionale dedicata a questo Paese».L’assessore alle Politiche Sociali Mariolina Moioli sottolinea quanto «il sostegno alla cooperazione decentrata abbia contato per la vittoria dell’Expo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=286174

La Russia sosterrà l’Ossezia Sud e Abkhazia in caso di un attacco. Dopo il sì della Duma e del Senato, Mosca ha firmato il decreto per il riconoscimento dell’indipendenza delle due regioni secessioniste georgiane. E il presidente russo Medvedev ha avvertito Tbilisi: «In conformità con il decreto che ho firmato, il mio Paese, naturalmente, contribuirà a garantire la sicurezza di questi due Stati – Ossezia del sud e Abkhazia». Per poi precisare: «In caso di un attacco su di loro, daremo un sostegno adeguato» ha detto il presidente, sottolineando che «la Russia è lo Stato che ha l’obbligo di garantire i loro interessi».

Insomma, un altro passo in una direzione tutt’altro che vicina al dialogo. Già lunedì, dopo il voto parlamentare il presidente georgiano Saakashvili aveva detto che la scelta della Russia sarebbe stata «foriera di nuovi disastri». In un intervento alla televisione il presidente della Georgia ha denunciato il fatto che «la Russia sta cercando di modificare «le frontiere dell’Europa con la forza». Saakashvili ha detto che il suo paese lotterà «pacificamente» per ristabilire la propria integrità territoriale. «Continueremo la nostra lotta per ricostituire pacificamente la nostra integrità territoriale – ha detto Saakashvili – Non c’è dubbio che la Georgia sarà una e indivisa. Vinceremo il male».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78386